tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

martedì, settembre 06, 2016



desueto (aggettivo)
significato: caduto in disuso, non più usato (ma anche: disabituato)
etimologia: dal latino desuetus, participio passato di desuescere (disabituare, disavvezzare)
esempi di utilizzo: una parola desueta, un'espressione desueta

se avessi più tempo da perdere di quanto io non ne stia in effetti già perdendo mi piacerebbe affittare uno spazio e aprire il museo delle parole desuete: un museo cioè che, invece di quadri o opere d'arte, ospiti le parole che non vengono più usate, fuori moda, sottovalutate e dimenticate in soffitta dall'italiano odierno, inevitabilmente contagiato, maltrattato e isterilito dalla frenesia comunicativa dei nostri tempi.
recrudescenza, cruccio, spassoso, nocumento, obnubilato, imperscrutabile, cospicuo.
certo, anche i neologismi sono affascinanti, ma le parole desuete mi sembrano più preziose, perché sono a rischio di estinzione. sarebbe bello dunque vederle ripulite dalla polvere, per essere ammirate e riscoperte: per ogni parola un'immagine che la rappresenti, anche in modo del tutto astratto, e una didascalia che ne indichi significato, etimologia ed esempi di utilizzo. niente di pretenzioso o ricercato, niente dialettismi puri (tipo sgarruppato, o sfitinzia), e nemmeno termini tecnici o specialistici (tipo mesmerizzato, o solipsista), solo vecchie rugose parole piene di fascino che tutti sicuramente conoscono, ma nelle quali al giorno d'oggi, per un motivo o per l'altro, non è più così facile imbattersi.
garrire, sbacalito, acrimonia, farraginoso, battigia, raggricciato.
idea bislacca? (ecco, altra parola desueta). probabilmente si, ma a me un museo così piacerebbe molto visitarlo. le parole desuete mi appassionano, è una questione di sonorità e sfumature di significato: così ogni volta che per caso ne incontro una provo una particolare soddisfazione. è una passione che si è acutizzata da quando vivo all'estero e mi ritrovo ad avere a che fare con molteplici lingue diverse: prima non me ne accorgevo o lo davo per scontato, ma l'italiano è una lingua davvero meravigliosa, maledettamente complessa, sicuramente più di molte altre, ma piena di indiscutibili pregi: è molto più scorrevole del tedesco, è molto più ricca e suggestiva dell'inglese, è molto più elegante dello spagnolo. ed è una lingua che con rammarico sono consapevole di usare male, spesso con poca fantasia, e di appiattire su pochi termini, senza sfruttarne appieno le potenzialità.
solerzia, recalcitrante, sollucchero, immarcescibile, ottemperare, pedissequo.
se conoscete qualche bella parola desueta e vi va di condividerla scrivetela nei commenti! f

csxqp: francesco guccini - "parole"

2 Commenti:

Blogger tabacchi fc ha detto...

desueto, quindi démodé, arcaico, o ancora peggio, obsoleto!
parole, tante parole, che subiscono il passare del tempo, ma che non demordono, anzi, resistono con dignità, in qualcuno, perchè dopotutto sono nella nostra storia, e finchè le ricorderemo vivranno.
alla tua lista vorrei aggiungerne due, esoso e parsimonia, perchè non sono ancora uscite dal mio vacabolario, e perchè il pronunciarle non mi stanca mai.
ciò non toglie che sentir pronunciare certi termini mi strappa sempre un sorrisetto. y
p.s. cosa mi dici di antipodo? e lapalissiano? sono eleggibili per il tuo museo?

11:39 AM

 
Blogger tabacchi fc ha detto...

esoso e parsimonia sono perfette per questo museo! antipodo e lapalissiano sono davvero bellissime, perché entrambe racchiudono due cose che non sapevo, e che sono felice di aver scoperto curiosando in rete: antipodo (con la o) è in realtà il nome di un gioco enigmistico, e quando diciamo "agli antipodi" usiamo il plurale di antipode (con la e); lapalissiano deriva dal maresciallo francese jacques de la palice, alla cui morte, complice un errore ortografico, si disse la clamorosa ovvietà che "se non fosse morto sarebbe ancora in vita" (la storia completa, molto divertente, si può trovare su wikipedia). f

12:19 PM

 

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