tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

mercoledì, ottobre 22, 2008


Nessuno ne è più all’oscuro, il suo nome è sulla bocca di tutti, e in merito i telegiornali non lesinano servizi, rendendolo un fenomeno di massa, anche se non se ne capisce il perché, o quantomeno io non ne comprendo l’utilità… e non fate finta di non sapere di cosa parlo, perché ci siete dentro tutti, a riempire il nulla di nulla.
Sono giorni che mi interrogo sul perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di perdere ore e ore del proprio tempo (e la propria vita) in quella finzione, quella “realtà virtuale”, quella fucina di superficialità che è il social network…
Non abbiamo forse abbastanza strumenti per comunicare con il prossimo senza che sia necessario un contenitore di “amici”? Fatevi un esame di coscienza, e ditemi quante delle persone nella colonnina a sinistra del vostro profilo avete contattato o visto nell’ultima settimana… e ora ditemi che sono vostri amici, che possono dare un contributo alla vostra vita, che averli “ritrovati” ha un senso…
La mia esperienza parla di persone perdute ai bivi dell’adolescenza, compagni di classe lasciati per strada, colleghi senza arte ne parte, illustri sconosciuti, tutti soggetti di cui ho fatto a meno per tanto tempo, e che per altrettanto (tempo) farò a meno, perché l’importante non è esserci, ma essere.
Emblematico è il caso dei compagni di classe, tutti tanto desiderosi di recuperare una figurina nel loro album da pretendere un sunto in tre righe di vent’anni di vita salvo poi chiudere, inevitabilmente, con un imbarazzante silenzio.
È qui che ho incominciato a interrogarmi sul senso del social network, sul senso di contattare, o meglio, rispondere, a persone con cui un tempo hai condiviso un tratto di strada, ma che ora altro non sono che dei perfetti estranei…
Spero che molti incomincino a farsi qualche domanda, e a pensare, pensare, pensare. Per quanto concerne le risposte, ognuno avrà la sua, come io ho la mia. y*

clxqp: celli, guccini, manfredi - “storie d’inverno”

p.s. e così mi interrogo sulla “febbre” del lotto, sulla crisi dei mutui, sulla repressione in tibet, sull’inconsistenza della sinistra…

4 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

ora dopo questa invettiva posso dirlo, anch'io ci sono dentro, da pollo, come tutti voi, senza un perchè, anzi uno c'era, ma ora non più, ist weg. y*

csxqp: noah and the whale - "five years time"

4:17 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

ti racconto questa: sono stato appena contattato da una ragazza, la figlia di un'amica di mia mamma, che al tempo in cui avevo gli anni ad una cifra sola e abitavo in un paesotto alle porte di ivrea è stata per me un amica, una compagna di giochi e una persona a cui tenevo molto. è più grande di me (ora sarà sposata e probabilmente avrà dei figli con gli anni a due cifre), e per diverse vicissitudini, com'è in fondo naturale vista anche la differenza di età, ci siamo persi di vista. però, fra le altre cose, resta la persona che mi ha insegnato ad andare in bici, e conservo di lei un ottimo ricordo. beh, per farla breve, mi ha fatto un enorme piacere essere contattato da lei, mi ha scritto un messaggio molto bello, e se non fosse stato per facebook probabilmente non saremmo mai più entrati in contatto.
ti racconto anche questa: mi sono da un pò di tempo fissato con la storia dell'albero genealogico, e con l'aiuto di genitori e parenti sono risalito, pur con svariati buchi, fino ai miei trisnonni (è venuto fuori un papiro orizzontale di circa tre metri!). ora sono stato contattato via facebook da un gruppo di persone sconosciute ma con il mio stesso cognome, e guarda caso salta fuori che le coordinate geografiche combaciano e probabilmente in qualche modo siamo, alla lontana, parenti: chissà, potrebbe venir fuori qualcosa di interessante per riempire i buchi del mio albero, o per riuscire a ripercorrerlo a ritroso.
quindi, nel suo piccolo, il social network ha fatto per me qualcosa di utile, e iscrivermici ha avuto un senso. anche se poi apro la mia pagina più o meno una volta ogni due o tre settimane, non ho voglia di fare i test e star dietro a tutte le altre stronzate di contorno (se ne saranno accumulati una trentina, ormai), e me ne guardo bene dall'andare alle feste modaiole per gli utenti al limelight.
voglio dire: come tutte le cose non è l'uso ma l'abuso ad essere dannoso: facebook non fa eccezione. se qualcuno ci passa ore e ore del proprio tempo o contatta persone di cui non gliene frega niente solo per avere una figurina in più, beh è semplicemente perchè non ha un cazzo di meglio da fare. f

12:34 AM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

lo so, sono un orso, senza poesia, senza sogni, apatico, però credo che se tu avessi voluto riallacciare i rapporti con quella persona tanto cara della tua infanzia l’avresti fatto semplicemente alzando la cornetta e facendo una telefonata, a lei, al 12 della telecom, alla famiglia di lei, o chiedendo a tua madre, o recandoti in loco, o quant’altro, e cmq impiegando una quantità di tempo infinitamente piccola.
Per quanto riguarda il parentame perso fra i rami dell’albero genealogico che dire, il sangue è sangue, ma il fatto di sapere che uno sconosciuto che abita in veneto e porta il mio stesso cognome è il figlio del cugino del fratello di mio nonno non mi cambia la vita, né mi sconvolge più di tanto, cosa dovrei dirgli, “siamo parenti”, bene, e allora? Tanto per darti un’idea del mio rapporto con parenti e affini ti dico che sarà un anno che non vedo ne sento mia cugina (primo grado) che abita ad Assago, e con difficoltà riesco ad andare a trovare mia nonna (che adoro) una volta alla settimana… indi per cui non ti scandalizzare se il mio interesse per la genealogia/parenti persi nei meandri della storia è tanto limitato. Però ti capisco, e condivido l’interesse per ciò che si era, perché in fondo può essere bello conoscere le proprie origini, la propria storia, i vari bivi che hanno portato alla vita che abbiamo, e come le scelte di un lontano prozio abbiano influito sulle generazioni a venire, e forse questa sarebbe l’unica ragione (la sete di conoscenza) a spingermi a farmi avanti…
Cmq è indubbio che qualche utilità il social network ce l'abbia, e sono contento che tu più di altri l'abbia sfruttata. y*

p.s. è facile ristabilire il contatto, il problema è mantenerlo vivo.

clxqp: watzlawick paul - ”Di bene in peggio. Istruzioni per un successo catastrofico“

2:16 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

già, non ho mai fatto una telefonata... il fatto è che non ho mai sentito il bisogno di riallacciare i rapporti con questa persona, persa com'era in un ansa così lontana della mia esistenza. nè probabilmente sentirò il bisogno di mantenerli, dopo questi brevi contatti. non mi ha cambiato la vita, rincontrarla: è solo una cosa che mi ha fatto molto piacere! e tanto basta a rendere facebook, nel suo infinitamente piccolo, una cosa positiva, se usata con criterio.
stesso dicasi per gli sconosciuti col mio stesso cognome... se riesco a riempire qualche ramo rimasto senza foglie, o a salire sull'albero un pò più in alto di quanto non abbia già fatto, bene, sennò bene lo stesso: non cerco parenti da andare a trovare, cerco solo qualche utile informazione! può essere divertente, tutto qui.
che poi facebook abbia un sacco di lati negativi, e possa essere usato male, beh su questo non ci piove! f
p.s. è davvero così necessario mantenerlo vivo un contatto? credo che due persone possano anche ritrovarsi, salutarsi e riperdersi, contente solo di essersi scambiate un pizzico di energia.

1:38 PM

 

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