tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, luglio 01, 2018


ho viaggiato per molto tempo in solitudine, senza amici, semplicemente perché non ne avevo. ho ricordi che conservo solo io, esperienze che non ho potuto condividere, stati d'animo che nessun altro potrà mai comprendere fino in fondo, ma è stato inevitabile, perché partire era un'esigenza, anche se questo voleva dire affrontare tutto da solo, senza nessuno al fianco. è stato un periodo buio, difficile, come molti altri, ma formativo, perché mi ha aiutato a capire che qualcosa mancava, e così a cambiare, perché quei momenti potevano esser vissuti diversamente, regalandomi gioie e avventure inaspettate.
poi un giorno è arrivato Luigi, e dopo qualche anno Federico, e così è iniziata la mia seconda vita, quella di viaggiatore con "compagnia".

questa foto riassume quello che il viaggio in solitaria non potrà mai donarti. è la sintesi di mille esperienze, peripezie, vagabondaggi. è l'attimo che ti riconcilia con il mondo, che ti fa apprezzare il quotidiano, la sua semplicità. è l'emblema dell'amicizia che non ha bisogno di parole, dimostrazioni, gesti. è l'emozione dell'inatteso, la felicità della condivisione, la follia di un momento. è il risultato di chi, per vie traverse, si è trovato, e ha deciso che si poteva proseguire assieme, felicemente.
per noi prendere e andare significa alimentare il nostro animo vorace e sognatore. irrequieti, amiamo caricarci lo zaino in spalla e partire, senza troppi fronzoli, informazioni, senza un progetto, o programmi. è tutto in divenire: si cerca una piantina, si evitano i mezzi pubblici, e si cammina, cercando di vedere ogni cosa, fino allo sfinimento. poi se capita si mangia, dopo mille ripensamenti, dubbi, tentennamenti, finché qualcuno non si fa carico della decisione, assumendosi il rischio di una inevitabile reprimenda, nel caso la scelta si riveli sbagliata. in corsa ci adeguiamo agli eventi, e se qualcosa va storto (vedi Betlemme), ci si ingegna. niente drammi, recriminazioni o accuse, si fa tutto insieme, nel bene e nel male.

l'Andalusia mi ha restituito un amico, e mi ha fatto maledire la lontananza che ci divide. non avevo dubbi, ma ritrovare l'eterno sfaccendato con cui ridere, o la spalla su cui piangere, è stato confortante. si è confermato un degno avversario a ping pong, un pessimo farfallone, e un inguaribile ottimista. sferzante del pericolo si è mangiato un'arancia cresciuta fra i palazzi e l'asfalto. ha avuto la pietà di spazzolarsi tutte quelle lumachine che io non avevo più il coraggio di mangiare. si è quasi fatto intortare con un rametto di rosmarino potenzialmente miracoloso. si è esibito in uno stentato spagnolo cercando di vendermi la sua abilità. mi ha coinvolto in un'assurda camminata lato tangenziale per arrivare in una sperduta piazzetta intitolata ad una star del punk rock, salvo poi non trovarne traccia se non in una scritta sbombolettata. mi ha rifilato caffè macchiato per una errata convinzione su un certo vocabolo mal interpretato. mi ha costretto a decine di selfie e foto di cui già mi vergogno. ma mi ha anche abbracciato quando ne ho avuto bisogno. ha perseverato quando tentennavo, e mi ha sostenuto quando non volevo più proseguire. ha riso delle mie cazzate, ha taciuto delle debolezze, e non mi ha mai abbandonato ai miei persistenti tormenti. caparbiamente mi ha spronato, cercando di rendere questo viaggio unico e irripetibile, così come è sempre stato.
e poi tapas e sangria, piononos e jamon, le partite a scacchi sul cellulare, la coca cola, il cortado, la carbonara, la filosofia da bar sulle bustine dello zucchero, le caracoles… l'Andalusia è stato tutto questo, e molto altro.
grazie f.

clxqp: brian panowich - “come leoni”

martedì, giugno 26, 2018



callejuelas, miradores, chumberas
caminos, puentes, arcos,
toros, caracoles, naranjas:
granada, córdoba, sevilla.

amistad gitana que rebota
sobre la mesa misteriosa de la andalucìa,
el viaje una luz, y una lucha
contra el derrumbe de la noche nochera

tres ciudades, tres mujeres, tres maravillas asombrosas
tal vez cuatro
la imposible, la incomprensible, la que es todo,
la que pasa rápida como una golondrina
que sobrevola una azotea bajo las nubes,
y para siempre se desvanece.

enredan sin descanso
mi corazón desangrado,
revuelto
y reflejado en el viento.


è passato un po' in sordina, e nessuno ne ha ancora dato notizia su questo blog alla moltitudine di lettori avidi di leggere le nostre mirabolanti imprese, ma il tfc (o meglio f + y, perché jj è purtroppo ancora dato per disperso), dopo qualche anno di forzata latitanza, si è rimesso in viaggio, ancora una volta in direzione spagna e ancora una volta, ovviamente, a suo modo: zaino in spalla, ostelli della gioventù (astenetevi da facili battute, per favore), e innumerevoli chilometri a piedi, all'avventura, misurando con i passi l'anima delle città.
a granada, nei pressi della gran via, in una libreria piccola e disordinata, piena di libri accatastati alla rinfusa, ho comprato per pochi spiccioli una copia usata delle prime raccolte di poesie di garcìa lorca, animato dall'idea, anch'essa a suo modo poetica, che sia molto bello leggere un'opera o un libro nel posto in cui ha visto la luce, e da cui ha tratto ispirazione. è un'edizione discretamente vecchia, qualcuno sulla terza di copertina ha scritto "granada 1981" sotto il proprio nome, e non è nemmeno in ottime condizioni visto che molte pagine si staccano, ma mi ha fatto piacere che il viaggio fosse accompagnato dalle rime di questo poeta andaluso che di fatto conoscevo solo di fama. il mio spagnolo traballa e fa acqua da tutte le parti, perciò queste poesie le ho lette così come venivano, senza pormi l'obbligo di doverle tradurre e senza l'assillo di dover per forza capire tutto fino in fondo, ma facendomi piuttosto cullare dal ritmo, dal suono e dall'incedere suggestivo delle parole.
ho deciso di trascrivere quella che trovate qui sopra perché, come altre nella raccolta, parla delle città che abbiamo visto, e forse è l'unica che le cita tutte e tre insieme. in realtà è una di quelle poesie che il libro definisce di dubbia attribuzione, nel senso che non è chiaro se sia stata scritta proprio da garcìa lorca o da un suo omonimo, ma tant'è, la poesia, mi sembra a suo modo vicina allo spirito che ha animato il nostro girovagare in terra andalusa, e ci sono alcune delle cose che abbiamo visto, incontrato e toccato con mano.
insomma, l'ho presa forse un po' larga ma volevo dire questo: che le città straniere sono davvero delle donne seducenti che non riesci mai ad afferrare, che viaggiare è sempre pura poesia, e che farlo con un amico fidato al proprio fianco è una fortuna incredibile. f

csxqp: the pogues - "lorca's novena"

domenica, giugno 17, 2018



è da qualche settimana ormai che ho oltrepassato la fatidica e veneranda soglia dei quarant'anni. avrei voluto scrivere un bel post celebrativo, festoso e spumeggiante, per commemorare nel modo più degno questa ricorrenza così importante e cruciale, ma la verità è che non mi sembra proprio di esserci arrivato, ai quaranta (e poi quaranta mi suona ancora malissimo, segno che non l'ho ancora metabolizzata, questa soglia.)
il fatto è che me li ero sempre immaginati diversi: si suppone che uno arrivi a quarant'anni con spalle larghe e stabilità emotiva, solido, quadrato e pragmatico, pieno di certezze e capacità di affrontare le situazioni, strutturato, con un certo equilibrio interiore e una concreta idea di futuro. o almeno, così è come me li ero sempre prefigurati, sia con il (poco) senno dei vent'anni, che con quello (altrettanto limitato) dei trenta.
io invece ci arrivo incespicando e fantasticando, vago e informe, sempre sperso dietro alle nuvole, senza mai le idee chiare e con il cuore in altalena, con la consapevolezza che il mio posto nel mondo, ammesso che ci sia, sia ancora ben lontano dal farsi trovare. chissà forse lo porto bene, questo groviglio di rughe, dubbi e cicatrici, non lo so, ma non è questo il punto. quaranta mi sembrano tantissimi e allo stesso tempo così pochi, ma appunto, non me li sento ancora addosso.
così a volte mi chiedo se li ho vissuti bene, se il mio approccio verso il mondo (e il mio bilancio con esso), pur con la mia proverbiale lentezza e con tutti i difetti che mi contraddistinguono, sia in fin dei conti positivo, oppure se ho sbagliato un sacco di cose, considerato che alla fine il mondo non appartiene ai timidi, e nemmeno a quelli che riflettono troppo. insomma, uno arriva a quest'età e si fa delle domande maledettamente esistenziali, e questa ricorrenza, come tutte le cifre tonde, si porta dietro un'inevitabile strascico cogitabondo.
ovviamente non so dare una risposta precisa, e non so dire se nel mio caso alla parola quarantenne si possa affiancare l'ormai classico aggettivo "splendido". in effetti non so mai niente con certezza. so però questo: che quest'ultimo mese è stato così colmo di cose, così incredibilmente straboccante di viaggi, gite, incontri, festeggiamenti, abbracci, affetto e amici (quelli del paese, quelli della città, quelli dell'estero, in questo fantastico intersecarsi delle mie vite) che non posso non pensare che, nascosto sotto questo caos sgangherato, qualcosa di buono ci sia davvero. alla fine mi pare che l'importante sia non smettere mai di meravigliarsi della bellezza delle cose, e pazienza se il mio invecchiare non è accompagnato da quella che chiamano maturità.
perciò eccoli i miei quarant'anni, disordinati e precari, ma molto spesso ostinatamente felici. f

csxqp: caparezza - "una chiave"

sabato, giugno 02, 2018


Respiro ma è come se fossi in apnea, in questi fine settimana, interlocutori, strani, incomprensibili, in cui non faccio niente, e vorrei impegnarmi in qualcosa, o incontro qualcuno, per due chiacchiere, tre passi o un aperitivo, e invece vorrei qualcosa di diverso… è tutto così contraddittorio, ma ho la testa altrove, fissa in un sogno chiamato relazione. E' come se vivessi nell'attesa di un qualcosa che non arriva mai, desiderando costantemente quello che non posso avere. Vorrei arrendermi, sperando così che tutto si risolvi, spostando i pensieri, reindirizzandoli.
Sento la malinconia di quanto ho intravisto e mai veramente vissuto. Vorrei essere speciale, sentirmi considerato tale, ma nel freddo della solitudine mi ritrovo inutile e insoddisfatto. Rimpiango la serenità di chi ignora, o di chi si accontenta.
Perché non trovo pace? perché questo senso d'incompiutezza? perché cercare negli altri quello che dovrei trovare in me? perché chiedere cose che io stesso non posso dare? Una volta di più mi trovo inadeguato, incapace di far fronte alle aspettative, e così impossibilitato nell'essere felice. Non lo so quale sia esattamente il mio male, ma è molto profondo, e spesso insopportabile. Manca tutto, e io non so dove e cosa cercare. y

csxqp: calcutta - "esco"

domenica, maggio 06, 2018



a volte ho proprio bisogno di giornate così: nient'altro che la strada e le ruote, campi abbracciati dal sole fin dove l'occhio può arrivare, e il verde e l'azzurro, diventati intensi, che riescono finalmente a congiungersi.
niente mappe, niente frontiere, niente mete, mangiare sull'erba, pisciare fra gli alberi, intingere i piedi nel gelo di un ruscello, le mucche, gli uccelli, gli insetti, il sollievo dell'ombra, il gusto di esplorare, il mormorio maestoso delle pale eoliche, il sudore, la terra, i sassi, i sentieri deserti, il vento, la libertà.
pedalare lontano, il più possibile, nell'improbabile tentativo di ritrovarmi, e allo stesso tempo di sfuggirmi. f

alina sebastian - "crazy about you"

venerdì, maggio 04, 2018



oggi
stomaco ha creato il gruppo "allarme rosso"
stomaco ha aggiunto fegato
stomaco ha aggiunto arterie
stomaco ha aggiunto ginocchia
stomaco ha aggiunto intestino
stomaco ha aggiunto pancreas
stomaco ha cambiato l'immagine del gruppo
fegato: bella raga, cineforum? sarà un secolo che non ci troviamo tutti per un bel film! ottima scelta, un bel thriller, con un sean connery in grande spolvero! 21:24
stomaco: che rabbia quelli che devono scrivere subito in un gruppo 21:24
arterie: a parte che quello che dici tu non è allarme rosso, è caccia a ottobre rosso 21:24
intestino: infatti. allarme rosso è quello con jack nicholson 21:24
arterie: non c'è jack nicholson, non mettertici anche tu, c'è gene hackman 21:25
e denzel washington 21:25
intestino: a me comunque va bene qualunque film, basta che che non mi facciate vedere la corazzata potemkin 21:25
però quando lo vediamo? io martedì non posso 21:25
stomaco: e non ti lasciano il tempo di spiegare 21:24
ginocchia: che cazzo devi fare martedì? 21:25
arterie: non devi fare niente, è inutile che ti dai delle arie da impegnato, tanto devi rimanere come tutti noi dentro quest'impiastro 21:25
fegato: si veramente, è disgustoso quando ti dai delle arie! :-D 21:25
intestino: no è che il martedì quest'impiastro mangia sempre kebab, sarò sicuramente un po' intasato 21:25
arterie: non so se volevo saperlo :-O 21:25
stomaco: ragazzi, è esattamente questo il punto 21:26
fegato: cavolo hai ragione ho appena controllato su wikipedia, non c'è jack n, c'è gene h 21:26
arterie: e denzel w 21:26
ginocchia: fra l'altro gene h è l'attore preferito del nostro dna 21:26
fegato: stomaco dopo questa puoi bloccare ginocchia per favore 21:26
stomaco: non blocco nessuno, c'è una questione davvero urgente di cui vi volevo parlare, ho bisogno di tutti voi, e della vostra massima attenzione 21:26
intestino: ok lo so che il cineforum per te è importante, ma non esagerare 21:27
stomaco: avete capito male rutto, come al solito 21:37
*tutto 21:27
il film non c'entra niente, allarme rosso perché il pericolo è imminente. la situazione è drammatica. insomma, houston, abbiamo un problema 21:27
fegato: ah questa la so, quindi vedremo apollo 11, con kevin costner 21:27
arterie: ma che dici, non c'era kevin costner, c'era tom hanks 21:27
intestino: e poi comunque era apollo 13 21:27
arterie: appunto 21:28
stomaco: ragazzi mi sta salendo la peristalsi pesante, ora mi arrabbio sul serio. non c'è nessun cazzo di cineforum, lo volete capire o no, branco di deficienti? 21:28
intestino: ehi non ti scaldare, sei più irritabile di me 21:28
stomaco: insomma, che cavolo, volevo mettervi al corrente di una questione davvero seria, che ci riguarda tutti 21:28
ginocchia: sarebbe? spiegati meglio 21:28
non tenerci sulle spine 21:28
stomaco: ci sto provando da ore, cazzo 21:28
e mi sta pure venendo la nausea 21:28
intestino: dai spara, forza 21:28
la questione, intendo 21:28
hai la nostra attenzione. 21:28
fegato: oh ma come fai a saperle tutte? ho controllato, c'era davvero tom h, e non kevin c 21:28
ginocchia: ora tocca a me chiedere di bloccarlo 21:28
fegato: scusa, la smetto. ho capito. la situazione è seria. va' pure avanti 21:28
arterie: allora? ci dobbiamo preoccupare? 21:28
stomaco: si. il fatto è questo: l'impiastro di cui sopra continua imperterrito a mangiare schifezze. è incredibile come da mesi stia riuscendo ad evitare qualsiasi cosa sia anche solo vagamente salutare. non cucina neanche se lo pagano, e non ricordo l'ultima volta che ho visto una verdura passare da queste parti. in compenso tonnellate di dolciumi. cioè, questo cena letteralmente con pane e grassi saturi, non mangia praticamente altro. zuccheri a non finire e olio di palma a litri, come se non ci fosse un domani. 21:28
il problema è che se continua così un domani non c'è per davvero. non so voi ma io qualche altro anno in salute lo farei volentieri. ogni tanto qualcuno ci prova, a riportarlo sulla retta via, leggendo le etichette delle porcherie che mangia, e aprendogli gli occhi, ma non è sufficiente. ci vuole un cambiamento radicale. capisco la pigrizia, capisco il periodo difficile, ma ora la situazione è davvero critica 21:29
arterie: fra l'altro è dalla prima guerra punica che non si fa fare delle analisi del sangue 21:29
intestino: oddio e ora che facciamo? 21:29
arterie: scusa ma perché lo dici a noi? parlane con cervello, di solito è lui che prende le decisioni. molto lentamente, certo, ma il capo dovrebbe essere lui. bisognerebbe parlargli ed esporgli semplicemente il problema 21:29
lui saprà cosa fare 21:29
stomaco: ci ho già provato, cosa credi? 21:29
è da mesi che continuo a chiamarlo ma niente, non risponde mai, ha staccato tutto. non so cosa gli sia preso, è offline, completamente disconnesso 21:29
arterie: brutta faccenda. 21:29
pancreas: ragazzi scusate, ho visto tutti i messaggi solo ora. ho letto velocemente, non ho capito cosa guardiamo ma martedì sera per il cineforum ci sono anche io! porto i popcorn? 21:29
stomaco ha bloccato pancreas
fegato: saggia decisione 21:30
fra l'altro non capisco perché lo invitiamo sempre, nessuno sa a cosa serva quello li 21:30
ginocchia: io non l'ho mai capito 21:30
arterie: comunque dobbiamo rivolgerci a cuore, quando cervello non è reperibile. lo sapete, diventa lui il più alto in grado 21:30
anche lui è preposto a prendere decisioni. 21:30
avventate, certo, e del tutto irrazionali, ma direi che vista la situazione non abbiamo molta scelta 21:30
stomaco: si, ovviamente ci avevo già pensato, ma non farei affidamento su di lui. cuore non si sente tanto bene ultimamente, diciamo che non è il suo momento migliore 21:31
ginocchia: si l'ho sentito anch'io qualche giorno fa 21:31
non ha una bella cera <1,5 <1,5 21:31
stomaco: proprio così 21:31
fegato: e allora che si fa? 21:31
intestino: e allora direi che siamo nella merda 21:31
ginocchia: parla per te 21:31
arterie: ragazzi non tutto è perduto. non vorrei sembrare saccente ma insomma, freud, jung e le teorie della psicanalisi parlano chiaro, non sono due ma tre i motori dell'agire umano. insomma, esiste ancora qualcuno in grado di influenzare comportamenti e generare decisioni 21:31
fegato: vabbè ho già capito dove vuoi andare a parare, stiamo a posto allora.  21:32
quello là è del tutto inaffidabile, pensa ad una cosa sola, e a dirla tutta anche lui non se la sta passando granché bene di questi tempi 21:32
intestino: sta attraversando un periodo davvero penoso 21:32
ginocchia: un periodo del cazzo, diciamolo pure 21:32
stomaco: oh ma c'è qualcuno che non sia da ricovero? solo casi disumani qui? 21:32
accidenti, uno peggio dell'altro. ovvio che poi questo mangia solo spazzatura. 21:32
fegato: e ora? 21:33
stomaco: e ora bisogna trovare una soluzione, per questo vi ho convocato in questo gruppo 21:33
non ce ne andiamo finché non ne veniamo a capo. facciamo brainstorming 21:33
arterie: casomai facciamo storming, visto che siamo senza brain 21:33
fegato: non faremo né l'uno né l'altro, è inutile perdere tempo. non ve lo vorrei dire ma c'è soltanto una soluzione 21:34
ginocchia: sarebbe? 21:34
fegato: rivolta. guerriglia. sabotaggio. ammutinamento 21:34
in una parola: rivoluzione 21:34
intestino: cioè? 21:34
arterie: vabbé, di bene in meglio, pure fegato è andato, un altro da ricovero 21:34
stomaco: aspetta, dai, fatelo parlare 21:34
fegato: l'idea è questa 21:34
prendiamo noi il controllo 21:35
cominciamo a creare piccoli danni. niente di grave, solo piccoli malesseri, ma sufficienti affinché l'impiastro si spaventi e capisca che è giunta l'ora di smetterla di mangiare soltanto schifezze 21:35
che insomma è ora di condurre uno stile di vita più sano 21:35
ognuno di noi fa la sua parte 21:35
stomaco: sai che è una buona idea? potrebbe anche funzionare 21:35
ginocchia: io potrei fargli venire qualche acciacco e qualche dolorino fastidioso, appena sopra la rotula, quel tanto che basta perché non possa giocare a basket e andare in bici 21:35
fegato: esatto è proprio questo che intendevo. sai come inizia a rigare dritto se gli togli il basket e la bici? 21:35
arterie: io potrei causargli qualche problemino di pressione, qualche mal di testa, qualche accenno di vertigine 21:36
fegato: si esatto! 21:36
stomaco: io un bel po' di nausea, non sarà difficile 21:36
intestino: sapete invece che scherzo potrei combinargli io? 21:36
arterie: ti scongiuro non dircelo. ci fidiamo di te. 21:36
fegato: allora tutti d'accordo? mettiamo in atto il piano? 21:36
hasta l'insalata siempre!! :-D 21:37
stomaco: avremo le nostre verdure, in questa vita o nell'altra! 21:37
fegato: o tofu, o muerte! 21:37
stomaco: eh no, scusa, il tofu proprio no, mo' non t'allargare 21:37
in questo caso preferisco muerte 21:37
fegato: scusa 21:37
mi son fatto prendere dall'entusiasmo 21:37
stomaco: ti perdoniamo, ma solo perché l'idea è tua 21:37
arterie: ok allora è deciso, procediamo così. sperando che comunque prima o poi i tre catorci si rimettano in sesto 21:38
ginocchia: eh si, speriamo davvero, sarebbe anche ora 21:38
intestino: e se il piano funziona, festeggiamo con un bel film! 21:38
magari proprio allarme rosso 21:38
fegato: buona idea! :-) oppure apollo 11 21:38
arterie: era apollo 13 21:38
fegato: quello li 21:38
stomaco: allora d'accordo! 21:38
fegato: si! 21:38
ginocchia: dai a presto allora! 21:38
arterie: a presto! 21:38
f

csxqp: gil scott-heron - "the revolution will not be televised"

domenica, aprile 29, 2018



vorrei poter cristallizzare il minaccioso fiume in piena del tempo e fermarlo in quest'aprile indecifrabile e crudele, così carico di contraddizioni e promesse, speranze e imprecazioni.
mi piacerebbe poter passeggiare sugli argini e capire per davvero l'acqua, i sassi, i pesci e i detriti, e tutto quest'implacabile scorrere, gorgogliare, trascinare, chissà poi verso dove, sempre ammesso che ci sia, un verso dove.
mi pare che tutto si confonda nella corrente, sia i grandi turbolenti tumulti, che a volte sono zattera che salva e a volte zavorra che trascina a fondo, sia le piccole impressioni istantanee, affidate ai capricci e agli umori del vento, vaghe e sparpagliate, che lambiscono la superficie dell'acqua e ci rimbalzano sopra senza mai lasciarsi afferrare, tutto sommato inutili e impalpabili, come appunto è questo post, pure lui indecifrabile e crudele.
tranquilli, non ci ho capito un granché nemmeno io, di quello che ho scritto: so solo che qualcosa d'indefinito m'incalza, e poi è già tardi, anche questo aprile sta per fuggire senza voltarsi indietro, e forse è un bene, e a me non resta che nuotare a grandi bracciate in quest'assurdo, meraviglioso e spietato ribollir d'acqua. f

csxqp: poems for laila - "tiktak"