tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

venerdì, ottobre 30, 2009



in queste righe leggerete elogi che mai ho riconosciuto ad altro artista, perché mai ero stato così coinvolto, emozionato, rapito, e difficilmente riuscirò a presentarvi quello che è stato come vorrei, come l’ho in testa, e nell’animo, soprattutto ora… e non crediate che sia uno sprovveduto, che si accontenta, perché sarebbe fuorviante, oltre che ingiusto…

sono stato in un luogo magico chiamato conservatorio, un luogo che si cela dietro un pesante portone, oltre un antico chiostro, e che altro non è se non una perfetta cassa armonica, lì dove le note si propagano, il suono aumenta d’intensità, le onde si amplificano, e l’armonia è totale… ma alla struttura, che di per sé è un involucro vuoto, bisogna dare sostanza, ossia la musica, e quella dei Kings Of Convenience lo è stata per una sera…

l’arrivo del pubblico alla spicciolata, l’ordinata ricerca del posto, l’attesa composta, le luci morbide, l’ingresso in punta di piedi dei musicisti, il plettro sulla chitarra, applausi… la voce lieve di Eirik chiede permesso, la platea si cheta, attenta rivolge occhi e orecchie al palco, il suono è pulito, la voce nitida, applausi, un grazie appena accennato, e via così, il ghiaccio è rotto, il pubblico è attendo, incredibilmente silenzioso, rispettoso, pronto a cogliere ogni stimolo… e così Erlend chiede e noi rispondiamo, racconta e noi ascoltiamo, scherza e noi ridiamo… è amore, loro si divertono, noi siamo incantati, increduli, ammaliati, l’entusiasmo è palpabile, la loro delicatezza ha fatto breccia, l’apparente semplicità dei brani rivela tutta la sua forza, lo spessore, la creatività che sottende ad ogni singola nota, confermando come l’assoluto minimalismo sia solo apparente, il frutto di un’accurata armonia, che rende facile ciò che non è…
entrano violino e violoncello, poi le fatidiche parole, “se volete avvicinarvi è il momento”, Erlend invita, ora o mai più, il concerto volge al termine, scavalco una poltrona, scendo i gradini, sono prossimo al palco, pronto a tributare il giusto riconoscimento, sono commosso, batto le mani, canto, schiocco le dita, mi lascio trasportare, è la fine, e il culmine…
si và che è un piacere, a briglie sciolte, non c’è più distanza, siamo fra amici, in intimità, e già ne sento la mancanza, ma vivo il momento, sperando che duri in eterno, o almeno ancora un po’, non mi voglio svegliare…
mi guardo intorno, vedo persone felici, sorridono, si abbracciano, applaudiamo decisi, li trasciniamo sul palco, si riparte, ci omaggiano con altre canzoni, altre parole, altri accordi, ma ora è veramente la fine, nessun rimpianto, solo la gioia, di esserci, di averli sentiti, aver condiviso quell’attimo…

ringraziano, si inchinano, salutano, umili come solo pochi musicisti sanno essere, noi ricambiamo, applausi su applausi, poi fuori, nel chiostro, è quasi mezzanotte, splende la luna, che favola! y*

clxqp: luther blissett – “Q”

1 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

ricordo che qualche anno fa ascoltai un loro disco, copiatomi insieme ad altri da tore, e non mi convinsero affatto. quest'ultimo disco che mi hai copiato è invece davvero molto piacevole... bravi!
sono cambiati loro o sono cambiato io?
comunque dalla foto si evince che sono due scacchisti e questo è un altro punto a loro favore! f

csxqc: kings of convenience - "rule my world"

5:19 PM

 

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