tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, febbraio 15, 2026

 


non c'è niente da fare, devo proprio ammetterlo, sono un grande fan di youtube. qualche tempo fa, chiacchierando con un collega che ha la stessa passione ci siamo chiesti se youtube potesse essere ascritto o meno alla tanto vituperata categoria dei social network, o per dirla in altro modo, se potesse essere qualcosa che alla lunga reca più danni che benefici al nostro già bistrattato cervello. lui sosteneva di si: dietro le quinte c'è sempre un algoritmo che ti propone cose che tu non hai chiesto di vedere, ma che ti interessano, e che tu spesso finisci per cliccare, e vedere, e perderci un sacco di tempo che non avevi scelto di perdere. io sostenevo di no, i video di youtube sono molto più lunghi, argomentavo, e impediscono quello scrolling compulsivo che è a conti fatti ciò che davvero finisce per brasarti le sinapsi e la soglia dell'attenzione in una perversa spirale di vuote e illusorie gratificazioni istantanee. la verità, come sempre, sta nel mezzo, e nell'uso che si fa di qualunque strumento: è sempre la dose a fare il veleno. perfino instagram, in piccole quantità, e a saperli cercare, è zeppo di contenuti interessanti e meritevoli: il suo male sta solo nel modo in cui finiamo per lasciarci invischiare una volta che un video interessante è finito, e nelle sabbie mobili in cui l'aspettativa su quello successivo, senza che ce ne accorgiamo, ci trascina.
con youtube, questo, per fortuna, a me non succede. riesco ad utilizzarlo in modo molto più consapevole, e a godermi video dannatamente ben fatti su tutto quello che mi piace, gli scacchi, il basket, il cubo di rubik, il baseball, la magia, il ping pong: ci sono tutorial, analisi, highlights e commenti a volontà su tutta la galassia delle mie passioni. ci ho trovato un sacco di cortometraggi davvero belli e originali che altrimenti non avrei mai intercettato, e poi mi piace che ci sia praticamente tutta la musica possibile e immaginabile, (molta più che altrove, a ben vedere), così quando sono indeciso se comprare o meno un cd (si lo so, lo so sempre..) passo ad assaggiarlo su youtube per controllare se può piacermi, do un morso ad una canzone, una leccata all'altra, e se il sapore è buono, ed è di mio gusto, decido di approfondire. la colonna dei suggerimenti, in questi casi, è fantastica, e ha tutta la mia gratitudine, perché solo grazie a quella ho scoperto artisti e gruppi straordinari che altrimenti sarebbero per me rimasti nell'ombra.
che poi in realtà, su youtube c'è molto di più di questo, ci sono approfondimenti competenti e profondi, e documenti d'epoca letteralmente su tutto lo scibile umano. una vera manna, insieme a wikipedia, per noi curiosi, che ci lasciamo affascinare da tante cose diverse, che abbiamo sempre l'impulso di capire come funzionino e quale sia la loro storia (mi rendo conto che detta così sembra una bella qualità, ma non ne sono tanto sicuro. mi sa che è solo l'incostanza del merlo a cui piace continuamente saltare di palo in frasca, indeciso su dove restare, pura dispersione di energie. certo, a furia di questi salti mi ritrovo ad avere un po' di conoscenze in moltissimi campi diversi ma alla fine, in concreto, è come non se non sapessi niente per davvero. sono convinto che sia meglio sapere tante cose su poche cose, che poche cose su tante cose, e finisco per invidiarli sempre, quelli che sono esperti di pochi argomenti).
vabbè, l'ho presa larga stavolta, l'introduzione mi è uscita un po' lunga, quello che volevo davvero raccontare in questo post è il fatto che la cosa che forse mi piace di più vedere su youtube, so che non ci crederete, sono i documentari scientifici. ho scoperto un canale che si chiama veritasium, che realizza dei video molto belli (e molto lunghi, e molto approfonditi) su svariati argomenti, astrofisica, ingegneria, chimica, matematica pura, ancorandoli alla realtà di un contesto storico, di un'invenzione che ha cambiato le nostre vite, di un problema pratico (o puramente teorico, ma con potenziali risvolti pratici) da risolvere. detto così, mi sa, non rende, è difficile da spiegare, però se vi ho instillato un pizzico di curiosità e ne avete voglia andate a vedervene uno.
la cosa divertente è che in buona parte di questi video, per larghi tratti, non ci capisco quasi niente. la mia preparazione scientifica in realtà rasenta il ridicolo, e questi video non sono esattamente divulgativi alla maniera di piero angela: ci sono concetti maledettamente complessi che necessitano spiegazioni maledettamente complesse attraverso formule maledettamente complesse, piene di derivate e integrali ed equazioni zeppe di oscure lettere greche. lo sforzo di astrazione richiesto è spesso notevole, troppo per il mio angusto cervello le mie conoscenze limitate, e non posso fare altro che arrendermi difronte a questo linguaggio per iniziati. ma alla fine davvero non importa, perché la complessità di certi argomenti è sapientemente bilanciata da una magistrale abilità nella narrazione (è affascinante come la narrazione sia uno strumento estremamente potente, e la capacità di raccontare è davvero l'unica cosa che serve se si vuole far arrivare un messaggio, qualunque esso sia): così ciò che mi avvince è la storia che c'è dietro a una scoperta, a come si è arrivati a identificare un problema e alle soluzioni per superarlo, alle geniali intuizioni che rendono possibile ogni piccolo passo in avanti del progresso. io che a volte mi sorprendo, rammaricandomene, ad essere così refrattario alle novità resto a bocca aperta davanti alla meraviglia di queste scoperte, di queste idee, di queste intuizioni, di questi esperimenti, di queste formule, perché spesso incredibili, geniali e meravigliose, sono le storie che ci stanno dietro.
tuttavia c'è, credo, anche dell'altro: a rifletterci bene quello che davvero mi affascina di questi video, e che mi fa stare incollato per tre quarti d'ora in compagnia di cose che non coglierò mai a fondo, è un altro tipo di meraviglia.
ovvero poter osservare come la scienza non si fermi, come il progresso vada avanti, sempre, anche in tempi bui come quelli che stiamo vivendo, nonostante le guerre, gli equilibri sempre più precari e le incertezze geopolitiche. osservare come affronti i cambi di paradigma che ne scuotono le fondamenta, e come si costringa a ragionare su direzioni prima impensate, mettendo tutto in discussione, anche quando è di moda ostentare la granitica ottusità delle proprie certezze. osservare come il progresso sia una conquista collettiva, in barba a quest'idea che sta prendendo sempre più piede, che la legge del più forte basata sulla tronfia sopraffazione del prossimo sia l'unica che paga. ecco, osservare tutto questo, mi restituisce un pizzico di fiducia nel genere umano: siamo così piccoli presi singolarmente, e così grandi quando collaboriamo con un obiettivo comune. ne ho davvero bisogno, di questa fiducia, ultimamente a leggere i giornali mi prende ormai sempre lo sconforto, mi cadono palle e braccia, e mi chiedo sempre dove saremmo se ci rendessimo conto che l'umanità non ha bandiere né confini, e quanto siamo stupidi e anacronistici a spendere soldi per fabbricare armi.
siamo bestie, e parassiti, non si discute. però siamo anche capaci di grandi cose, e troppo spesso ce ne dimentichiamo. f

csxqp: will varley - "weddings and wars"