tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, aprile 04, 2010


a volte mi capita di vedere e sentire cose che mai avrei pensato potessero accadere, dai servizi delle "iene", dove persone vanno in vacanza e al ritorno si trovano la casa occupata, alle denunce di "report", dove la gestione dei servizi pubblici appare una commedia tragicomica fantozziana... abusivismo, sperpero, corruzione, illegalità, vessazioni, l'immagine di un paese che non vorrei mai conoscere ma in cui mi trovo a vivere... mi sembra impossibile, situazioni da terzo mondo, che credo lontanissime, e invece no, in Italia sono la quotidianità, nell'indifferenza delle istituzioni, che ne sono lo specchio... poi guardo il telegiornale, magari è successo qualcosa di buono, forse Grillo ha fatto il botto, forse è la volta buona che ci liberiamo di questa società di parassiti, furfanti, immorali lestofanti, e invece no, o non proprio, ma sorrido, penso al Piemonte, a quei due seggi regionali conquistati... ma subito sono riportato alla triste realtà, qualcuno dice che dai dati ISTAT risulta che una persona su due dichiara 15.000 euro lordi annui, che i dipendenti guadagnano più dei loro stessi datori di lavoro, che gli industriali hanno redditi da fame, che i liberi professionisti sono dei pezzenti... caro Gioele, tu sarai un automobilista incazzato ma anch'io non scherzo... in verità no, quest'anno ho detto che non mi sarei arrabbiato, che l'odio non avrebbe prevalso, ma anzi, che avrei mantenuto un certo equilibrio, anche se le notizie sono quello che sono, anche se lo sconforto è grande, gli anni passano e i sogni sfumano... nulla è possibile? non capisco perché non riusciamo ad affrancarci da questo stato di prevaricazione, ne capisco come si possa accettare così passivamente una situazione tanto allucinante, e condividere una visione tanto distorta di quello che dovrebbe un paese civile e moderno, non capisco... forse ci manca la cultura, o semplicemente la civiltà di vedere il benessere personale come risultato di un processo più ampio... o forse è quello che ci meritiamo, o meglio, vi meritate, perché io mi chiamo fuori, rivendico il diritto di vivere onestamente, secondo i dettami della legge, in pace con il prossimo, in armonia con la natura, godendo dei diritti che mi spettano, e sottostando ai doveri che sono alla base della convivenza... abbiate la forza di dire basta, dite basta, coraggio, e se proprio non ci vogliamo mettere in prima persona almeno ponderiamo bene a chi dare la nostra fiducia, affidare il nostro futuro... un'altra vita è possibile.

A questo punto sto cercando di capire se predico bene e razzolo male, se sono stato troppo duro, se mi sono posto a paladino di una morale che non impersono... sì, c'è stato un periodo in cui ho coltivato troppo il mio orticello, in cui mi sono disinteressato, ho chiuso gli occhi, ho adottato una visione epicurea della vita, ma ho sempre agito seguendo un'etica che ha nella legalità e nel senso civico le sue fondamenta. Avrò pensato al mio bene personale, ma l'ho fatto senza mai pregiudicarne l'altrui. Credo nella solidarietà, nell'avere meno ma l'averlo tutti, nel rispetto della legge, nei piccoli gesti di civiltà... è qui che dobbiamo ricominciare, dal nostro piccolo, nella nostra quotidianità, fra noi, che siamo la base, che predichiamo bene ma razzoliamo male... y

continua...

clxqp: stieg larsson - "la ragazza che giocava con il fuoco"

7 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

dietro tutte queste mie parole vi chiederete concretamente cosa si possa fare: io direi che bisognerebbe iniziare a prestare molta attenzione a quello che si fa, a chi ci si rivolge, a chi si danno i propri soldi, verso quali prodotti sono indirizzati i nostri acquisti... valutare se le nostre buone intenzioni hanno poi riscontro nella realtà. Non si può essere contrari alle politiche di sfruttamento adottate dalle multinazionali e poi spendere 200 euro per un paio di scarpe di una di queste, come non si può pretendere di essere animalisti per poi comprare cosmetici di un'azienda che testa i prodotti sugli animali. Allo stesso modo non ci si può lamentare dell'inquinamento e non fare la raccolta differenziata, come non ci si può lagnare dell'invasione di prodotti cinesi salvo poi acquistarli per la convenienza. Credo che vadano premiate quelle realtà che adottano comportamenti virtuosi, dove per virtuosi intendo compatibili con i valori in cui crediamo. Il bar che fa lo scontrino, il dentista che emette fattura, il negozio che utilizza materie biodegradabili, le aziende che adottano adeguate politiche del lavoro, le produzioni che non utilizzano pesticidi o additivi, le imprese che investono in strutture meno inquinanti, le organizzazioni no profit, sono tutte realtà che secondo il mio modo di vedere vanno favorite, anche se significa spendere di più... l'importante è essere coerenti. Non si può pretendere che perché le cose cambino siano gli altri a fare il primo passo. Bisogna iniziare a lavorare su noi stessi, sui nostri comportamenti, sul nostro piccolo agire. y

11:57 AM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

che dire.. bellissimo post.
ne ricordo un'altro tuo di nemmeno due anni fa: c'era un sorriso a 36 (!) denti e la felicità di aver trovato un sapone per disincrostare questo paese, perchè la lega le questioni le affronta di petto e ci vuole uno come borghezio a dirigere la svolta. se adesso invece di gioire a 72 denti per il trionfo degli uomini in camicia verde preferisci sorridere per i due consiglieri di grillo vuol dire che forse non è tutto perduto, che c'è ancora qualcuno che apre gli occhi. tutto è ancora possibile, allora. ponderare bene a chi affidare la nostra fiducia e il nostro futuro, come dici tu, mi sembra infatti davvero un punto di partenza cruciale, e questa è la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post.
so bene quello in cui credi, e so bene che non razzoli male, per questo mi sono sempre stupito delle tue simpatie politiche.
la seconda cosa che ho pensato è questa: mi accorgo molte volte che il tuo modo di sentire è in realtà molto più comune di quanto si pensi: forse (e sottolineo forse) siamo in minoranza ma insomma ci sono anch'io, e ci sono moltissime altre persone che la pensano come te, come me e come noi. quello che davvero manca è un soggetto politico capace di intercettare per davvero questo sentimento (e questo risentimento urgente verso la situzione attuale), con concretezza, e tradurlo in programma di governo: quello che insomma davvero manca è un'alternativa reale. siamo una base, ma dispersa. e spesso nemmeno ce ne accorgiamo. il fatto che l'unica alternativa a cui guardare con simpatia sia quella messa in piedi da un comico (o, aggiungerei, da un magistrato che sbaglia i congiuntivi) non fa che sottolineare la situazione di anomalia in cui si trova questo dannato paese.
si, credo che siamo di fronte ad un problema essenzialmente di cultura.
che altro dire? avere meno ma averlo tutti è un concetto di formidabile e poetica bellezza, e mi sembra così semplice e perfettamente riassuntivo di una giusta visione del mondo, così lontano da quell'avere tutto e averlo in pochi che sembra essere il credo di molti in questo paese. lavorare sul nostro piccolo agire è una ricetta davvero potente, ne sono da sempre convinto. quindi sono perfettamente d'accordo con le tue parole. f

p.s. devo percaso preoccuparmi? mi stai davvero diventando di sinistra? ;-) :-D

csxqc: modena city ramblers - "i funerali di berlinguer"

3:37 AM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

l'altra sera, seguendo distrattamente il telegiornale, ho ascoltato una notizia che altro effetto non ha avuto che quello di farmi borbottare: un miliardario cinese ha acquistato una penna alla ragguardevole cifra di 6 milioni di dollari... non è mio solito commentare, ma il fluire delle parole è stato inevitabile... ma come ca*zo si fa a pagare una penna tutti quei soldi?!?!? non era meglio lucrare un poco di meno e magari aumentare lo stipendio alle migliaia di operai sottopagati che sono alla base di tutti questi miliardi... non mi sembra un ragionamento illogico, una volta che ci si è garantiti la sopravvivenza e ogni vizio e stravizio da qui all'eternità perchè non pensare agli altri... non è che tutti dobbiamo essere ricchi, ma magari privarsi di un qualcosa che per noi è insignificante per migliorare la vita di centinaia di miglia di persone non mi sembra una cattiva idea... al che mio padre mi ha chiesto se per caso ero diventato socialista, se avevo cambiato bandiera (o sapone)... non lo so, credo di essere sempre lo stesso, ma certe notizie hanno la forza di lasciarmi interdetto, pensieroso, sconfortato... forse sono semplicemente stufo. y

8:36 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

piccola provocazione: fatte le debite proporzioni, temo che il barbone che da un pò di tempo dorme nella via vicino a casa mia possa fare lo stesso tuo ragionamento osservando molte delle mie abitudini di acquisto (un cd da 6 euro al libraccio? ma come ca*zo si fa a spendere tutti quei soldi per un lusso e un vizio? se lo potrebbe anche scaricare! perché non lucra un pò di meno e non li da a me per mangiare?).
magari dico un'ovvietà, ma sposterei leggermente la direzione del tuo borbottio, alzandone il tiro: secondo me il problema non è il miliardario cinese che compra la penna da 6 milioni, il suo è un comportamento perfettamente logico e coerente. il problema è il fatto che esista una penna da 6 milioni. a me fa incazzare il fatto che che i suoi operai non ne comprerebbero nemmeno una da 6 centesimi perché tanto, probabilmente, non sanno scrivere. il problema è, in altre parole, insistere su una civiltà dei consumi fondata sulla crescita indiscriminata e sulle disuguaglianze, che alla lunga si rivelerà (e in parte si sta già rivelando) insostenibile.
forse si, stai maturando idee di giustizia sociale riconducibili a sinistra (socialista, ormai, è una parola che in italia ha perso quasi tutto il suo significato). non so che altro dire, se non benvenuto! f

12:04 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

più che una provocazione la ritengo una forzatura perché da come hai posto la questione l’unica vita moralmente accettabile sarebbe una vita fatta di privazioni, volta a soddisfare solo i bisogni primari (che non è poi tanto distante dalla mia)… cmq il barbone ha poco da dire (e pensare) visto che non lavora… mentre il tuo comportamento non è deprecabile perché i tuoi soldi non sono il frutto del lucro e della vessazione…
sul versante “consumi” sfondi una porta aperta, e in questo senso mi sento un virtuoso, sono riuscito affrancarmi dal bisogno del possesso! anch’io sono convinto che sia necessaria una svolta, un cambiamento…

all’università, preparando l’esame di storia delle dottrine politiche, avevo avuto l’impressione che l’ideologia socialista fosse, dal punto di vista teorico, degna di fiducia… poi le distorsioni che ha assunto sul lato pratico ne hanno minato la credibilità ma gli assunti che ne costituiscono le basi rappresentano valori e principi con cui non posso che trovarmi concorde…
è vero, da noi il socialismo si è perso nelle deviazioni della politica italiana, ma anche parlare di sinistra oggi mi fa sorridere, considerandone l’inconsistenza. y

4:27 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

nessuna forzatura, ho solo espresso il timore che, "fatte le debite proporzioni", il tuo ragionamento possa essere replicato ad altri livelli. penso che, molto probabilmente, agli occhi del barbone io non sia poi così distante dal miliardario di cui parli.
è invece un enorme forzatura secondo me ciò che hai dedotto dalla mia provocazione (la vita morale è solo quella fatta di privazioni).
a cosa serviva la provocazione? per anticipare quello che ho poi detto dopo: bisogna aggiustare il tiro: l'ingiustizia non è nel comportamento del miliardario (nè ovviamente nel mio che compro cd, per giunta usati!), nè in quello del barbone (che ha invece molta voce in capitolo in questa storia, perché la sua posizione non è molto distante da quella di un operaio cinese che ha perso il lavoro per colpa del miliardario... se il barbone non lavora non credo sia perché moralmente ha deciso di seguire una vita di privazioni), l'ingiustizia dicevo sta tutta nel fatto che in questa discussione esista una penna da 6 milioni. ovvero in ciò che simboleggia: nella crescita fine a sè stessa e nella disuguaglianza.
però la tua risposta apre ad altre riflessioni... piccola domanda provocatoria al contrario: quindi se i soldi del miliardario cinese non fossero il frutto del lucro e della vessazione andrebbe tutto bene sulla penna da 6 milioni? non è più un comportamento deprecabile? è una domanda interessante, secondo me.

dà loro il nome che vuoi, non importa, sono contento che siano quelle idee, e non altre, ad essere la tua guida. f

1:51 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

il mio assunto è questo: non posso accettare di vivere in un mondo in cui una persona può spendere tutti quei soldi per una penna.
è un discorso lungo, che può essere più o meno articolato, e portare facilmente in contraddizione, ma rimango di quest’idea… e cmq, a mio parere, la ricchezza è sempre frutto del lucro e anche se così non fosse riterrei giusto dare alle cose il loro giusto valore… posso accettare che un’attrezzatura medica frutto di anni di ricerca possa costare un capitale ma non una penna… non voglio aprire un discorso sul valore intrinseco ed estrinseco delle cose ma un esame di coscienza qualcuno dovrebbe farselo investendo certi capitali.

w i valori! y

2:35 PM

 

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