tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, ottobre 03, 2010



✞ i am young, but not for long ✞

mesi fa ho incrociato questa frase e me ne sono innamorato… era associata ad alcune foto, immagini di ragazzi, persone che si divertivano, dal viso felice, intente a bere, a mangiare, a ridere, in campeggio, in montagna, lungo i binari ferroviari, cazzeggiando, chiacchierando, ballando, e ne ho avuto nostalgia…
lo so, sono un maledetto nostalgico: colleziono vinili, spedisco cartoline, adoro le polaroid, rimpiango il passato… fossi stato un cittadino della DDR forse avrei anche la “Ostalgie”, o forse no, nostalgico sì ma non fino a questo punto…
comunque sia mi sono domandato da quanto tempo non mi divertissi così, da quanto tempo avessi messo a riposo quella dimensione della mia vita, da quanto tempo non mi abbandonassi al flusso degli eventi senza preoccuparmi del poi, del domani… non so dirvi perché mi sia indirizzato verso questo negativismo depressivo, né perché abbia cercato di ricondurre la mia esistenza a un punto grigio, morto, ma è andata così… una volta approfittavo delle tenebre per recuperare dai muri le locandine dei concerti, lavoravo e cazzeggiavo tutta notte incurante della stanchezza, prendevo armi e bagagli e vagabondavo solo per l’Europa, tentennavo giorni e giorni salvo poi convincermi e partire verso mete sconosciute, mi allenavo senza interessarmi del meteo e dell’imminente influenza, chiudevo le discoteche, una volta… ora mi sembra di essere titubante, pensieroso, arrendevole, troppo riflessivo, attento alle conseguenze, agli effetti collaterali, e non mi riesco a divertire pienamente… ma come raramente accade in questi momenti è successo l’inaspettato, si è presentata l’occasione ed ho seguito il flusso.

Le premesse non erano delle migliori: un temporale incessante, un freddo pungente, un rimandare costante della partenza… tuttavia non mi sono perso d’animo, perché le occasioni bisogna pure coglierle, dando fiducia, senza cercare la prima scappatoia, e così ho fatto, ho aspettato e mi sono abbandonato agli eventi… un tumultuoso viaggio in auto, la spaghettata di mezzanotte, le chiacchiere ad oltranza, le storie dell’orrore, l’attesa del momento tributario del picco di suicidi, l’alba che bussa alla finestra e finalmente il letto, alle 5.21, stravolto ma felice… ho messo da parte la vita, quella di tutti i giorni, fatta di impegni, preoccupazioni, orari, responsabilità, traffico, telefonate, clienti, agenti, e mi sono goduto il momento… e così mi sono incamminato lungo strade sconosciute, mi sono ritemprato col tepore del sole mattutino, ho fatto tranquillamente colazione al bar, ho goduto della compagnia di nuovi e vecchi amici.
Ogni istante è diventato un’immagine, una foto di quelle di cui tanto avevo avuto nostalgia: c’è stata la grigliata (annunciata e abbandonata), l’andare a zonzo su una macchina sgangherata, il fermarsi nel nulla a bere un caffè, il pranzo posticipato e poi annullato, le sfide a ping pong, le evoluzioni circensi, i discorsi accorati, il sarcasmo pungente, il parlare sboccato, e poi ancora il camminare, in fila indiana, sparsi, a gruppi, a coppie, alla ricerca del cibo, della frutta, di qualche verdura, verso l’ignoto… un procedere fuori dal tempo, senza tempo, fra campi di pomodori e filari d’uva, fra alberi di fichi e distese di pannocchie, fra case diroccate e sentieri inventati… e poi una sosta, e ancora un’altra, e un’altra ancora, per un “aperitivo”, in mezzo ai campi, per qualche evoluzione, qualche salto, qualche colpo di testa, capriola, verticale, sorriso… tanti sorrisi, sulla via verso Carpaneto, per quest’ultimo scampolo di giornata, raccogliendo le pere, dividendo il raccolto, e ancora ping pong, incuranti dell’oscurità, delle lancette dell’orologio, dei morsi della fame, della stanchezza, della città che ci reclama.

Mi auguro e vi auguro mille di queste giornate. y

csxqp: the drums – “let’s go surfing”

3 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

so cosa intendi, sono quei giorni e quei momenti in cui tutto si incastra alla perfezione, quando l'armonia delle situazioni, degli avvenimenti e dello stare insieme con gli altri raggiunge il culmine e ti lascia sorpreso e avvolto dalla pienezza del tutto.
non posso che confermare e ricambiare il tuo augurio! f

2:04 PM

 
Blogger Alessio ha detto...

Grazie Y, per l'esperienza condivisa. Emozionante come sempre.
Ale

8:31 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

grazie a te! ci fa sempre piacere ricevere qualche commento, qualche critica, ma anche qualche apprezzamento (e sapere che non siamo soli!). y

4:28 PM

 

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