tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, febbraio 22, 2026

 


ultimamente si affaccia spesso, a dirmi ci sono, non te lo dimenticare.
ogni volta che la morte mi sfiora, e lambisce tangente il placido corso della mia vita (per fortuna lambisce, per fortuna tangente, vigorosi gesti apotropaici), ogni volta sento il bisogno di mettere un punto: da oggi, anzi da adesso, si cambia, si migliora, promesso, si mettono da parte le sciocche nubi, i borbottii e i problemi da primo mondo, si dribbla con un passo di flamenco la mia mediocrità, basta con gli sprechi, e con il girare in tondo, ci si concentra solo sulla bellezza delle cose.
non lo faccio mai.
sento sempre l'irrazionale impulso di riavvolgere il nastro e avvertire e proteggere e salvare e non si può, ovvio, che pensiero cretino. vorrei saper dire la cosa giusta e saper abbracciare, non solo con le braccia, ma con l'anima tutta, se non per consolare, nemmeno quello si può, diavolo, almeno per dire soffro con te, ci sono, mi spiace, e non ci riesco mai, non ne sono capace, mi mancano parole e tatto, e cammino sulle uova in un modo che è come non camminare affatto.
vorrei sgridare e gridare in faccia agli dei beh, signori, dove cazzo eravate, lo dicevo io, che era una truffa, siamo solo atomi di carbonio, e attimi di stupore nell'immensità del caos. sono solo quegli attimi di stupore a fare la differenza, la vera salvezza, l'unica provvidenza.
vorrei evitare, ma non si può, e allora vorrei saper affrontare e saper far pace con l'idea, così ogni tanto penso e se, e subito dopo, e quando, e il sollievo del non ancora abbaglia di luce il qui e ora, ma resta sospeso soltanto un momento, poi è solo sgomento, il tempo di scacciare il pensiero con un gesto della mano, come fosse una mosca fastidiosa: correre via, scappare lontano, non ci si può fermare, c'è questo e quello da fare, la lotta quotidiana, i doveri e i piaceri: ecco, meglio, i non pensieri.
si affaccia, la stronza, e mi mette sempre in subbuglio. f

csxqp: marie zintl - "marmeladenglas"

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