tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, maggio 18, 2008





il libro di mello (federico mello, "l'italia spiegata a mio nonno", mondadori strade blu, 137 pagine) in realtà non dice nulla che non si sappia già. semplicemente non fa altro che prendere tre tessere (lavoro, pensioni, welfare) e inserirle all'interno di quell'inquietante puzzle chiamato italia, descrivendo le tappe che nei recenti anni post tangentopoli hanno portato alla situazione in cui ci troviamo: l'emergenza generazionale di un paese che ha rinunciato al futuro e ha sacrificato i suoi giovani sull'altare dell'immobilismo. il libro di mello, appunto, non dice nulla che non si sappia già. è solo una piccola impietosa fotografia per ricordare come siamo arrivati qui e capire dove stiamo andando. ma letto così tutto d'un fiato mette apprensione, se non angoscia. un libro dai risvolti horror che neanche stephen king.
sessant'anni fa nasceva la costituzione, e con essa venivano garantiti diritti fondamentali.
quarant'anni anni fa i giovani scendevano in piazza per far sentire la loro voce.
trenta anni fa (quasi) nascevo io.
oggi un paese in cui i giovani faticano a dire la loro perchè non hanno futuro, stritolati da un sistema che nega loro qualsiasi prospettiva. oggi un paese che sta perdendo tutti ma proprio tutti i treni per la modernità e tutte le sfide con i paesi che lo circondano. oggi un paese in cui sul tema della sicurezza si vincono le elezioni, ma si dimentica che sicurezza è un concetto molto ampio.
l'altro giorno mi sono imbattuto, calpestandola, in un enorme scritta per terra: era il primo articolo della costituzione, regalato all'asfalto da qualche writer pieno di passione civile. mi è sembrato bellissimo: chiaro, semplice, efficace, preciso, elegante nella sua essenzialità. ma a leggerlo oggi purtroppo suona tragicamente ingenuo, utopico, e quasi eversivo. f

csxqp: franco battiato - "povera patria"

1 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

la scritta c'è ancora, è in piazza oberdan. un anarchico ci ha scritto sopra, in rosso, "nessuno stato potrà mai darci la libertà". f

12:21 AM

 

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