tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

giovedì, giugno 05, 2008


“I fear that I’m ordinary just like everyone”

Sono insofferente, non capisco perché per divertirsi bisogni tirare l’alba, frequentare posti cool, andare in location alla moda, partecipare ad eventi trendy… fare festa comunque e dovunque, a prescindere.

Io rivendico il diritto di chiudere la serata ad un orario decente, senza ubriacarmi, senza dover per forza sballarmi, tirar tardi, fare e disfare, senza sentirmi nell’obbligo di trascinarmi oltre il limite dello sfinimento, dei discorsi vuoti, delle frasi senza senso, del tanto per esserci, del tanto per fare. In fondo che senso ha prolungare una serata una volta che ci si è detto tutto?

E poi mi si viene a dire se “proprio” non riesco a reggere oltre la mezzanotte, quasi fossi un moderno cenerentolo… che tristezza che mi fate. Più e più volte ho tirato l’alba, so cosa significa tornare a casa col sole che sorge e gli uccelli che cinguettano, come so che quelle sono serate rare, qualcosa di speciale e irripetibile, come quando JJ si è dovuto sorbire i miei patemi sentimentali, ascoltandomi e confortandomi al di là di ogni ragionevole orario; o come quando a casa di K, fra massaggi e cartomanzia, rimasi ben oltre il tollerabile; o come quando con L_r, in un inverno non troppo lontano, chiudevo la saracinesca della discoteca, zuppo di sudore ma con un sorriso a 36 denti.

Forse avrò una filosofia di vita particolare, perché non amo le larghe compagnie, il casino, i locali alla moda, la pochezza e superficialità di molti rapporti, e forse a voi sembra che mi accontenti di poco, però non è così, perché ho quello che voglio.

E così mi ritrovo con gli amici, quelli veri, quelli che conti sulle dita di una mano, a giocare a ping pong, a blaterare al parco, a dare due calci al pallone, a suonare un chitarrino, a bere un chinotto, a fantasticare di un improbabile viaggio ad Amsterdam, a fare tutto ciò che voialtri credete stupido, superato, infantile, o insignificante ma che a me rende tanto felice. y*

clxqp: chuck palahniuk – “la scimmia pensa, la scimmia fa”

2 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

che dire? d'accordo con te su tutto: vadano a fancool i posti trendy, le ore inutilmente piccole, lo sballo fine a se stesso, meglio tre amici fidati che trenta insulsi conoscenti.
però penso anche che un pò di chiacchiere con una buona compagnia e magari con una buona birra possono essere piacevoli e divertenti, anche dopo mezzanotte, perfino dopo le due: i discorsi vuoti o pieni non dipendono dall'ora, ma da chi li fa. e sono convinto che quando r ti dice "dai vieni anche tu pigrone pantofolaio cosa torni a fare a casa così presto" non lo fa per sbeffeggiarti, nè per mostrare chissà quale superiorità da vita vissuta, ma con tutte le buone intenzioni vuole convincerti a partecipare alla serata perchè ritiene davvero preziosa la tua compagnia. f

csxqc: caparezza - "fuori dal tunnel"

1:41 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

non ho mai messo in dubbio che le serate possano protrarsi ben oltre la mezzanotte, il problema, o vedendola diversamente il valore, è la componente umana... e così è successo che intorno a un letto e con tre chitarrini fra le mani il tempo sia volato portando la serata oltre il previsto, e non ho fatto ne be ne ma, perchè stavo bene, e sarei potuto rimanere a strimpellare fino all'alba, nonostante il lavoro, i genitori e la stanchezza. Poi ci sono serate in cui ti annoi, non c'è amalgama, non ci si conosce bene, ognuno giocherella per i fatti suoi, pensa ad altro, e vorresti essere in un qualsiasi altro posto piuttosto che lì, e allora cortesemente preferisci andartene, perchè siamo grandi e vaccinati, e quindi liberi di fare ma anche disfare, salutare e via. A me capita spesso, soprattutto con le persone che non conosco bene. Diversamente, con gli amici, non succede praticamente mai, anzi, vorrei che quel momento non finisse mai. Cmq la mia compagnia non è ritenuta "preziosa", sono uno in più che fa numero, che può dare alla serata una parvenza di successo, perchè si è in tanti, si fa casino... invece no, io non ci stò, e me ne vado (se mi stufo). y*

5:03 PM

 

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