tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

giovedì, maggio 06, 2010





al liceo ricordo che li ho odiati un po' tutti, da parmenide a kant, poca utilità e parecchi brutti voti. all'università sono rimasto affascinato dagli epistemologi, da kuhn a lakatos, fino a feyerabend che ha buttato giù moltissimi muri. e poi poco tempo fa mi sono imbattuto, per caso, in un libro di filosofia che un mio caro amico aveva usato insieme ad altri come supporto e rialzo per un televisore (eviterò ogni facile ironia sul futuro della letteratura insita in questo dettaglio) e, incuriosito dal titolo e dall'autore, me lo sono portato a casa.
e l'ho usato come rialzo per il mio televisore!
scherzo. l'ho letto.
io non sono del tutto a digiuno di filosofia, e questo libro è scritto con intenti più divulgativi che puramente accademici, ma ciò nonostante non è che leggendolo ci abbia capito poi molto (ok, il mio quoziente intellettivo non fa testo, è quello che è). si parla di ontologia e metafisica, cose spesso oscure, incomprensibili, di dubbia utilità e rilevanza pratica, irrimediabilmente astratte e apparentemente insensate.
apparentemente.
di quale libro si tratti alla fine non è poi così importante, non voglio farne una recensione in senso stretto, ciò che conta è quello che il tanto bistrattato pensiero filosofico può regalare, se interpretato nel giusto modo. perché quello che questo libro suggerisce con forza, nascondendolo in mezzo alle sue righe, in mezzo alle sue teorie, ai suoi dubbi, alle sue ipotesi e controipotesi, è qualcosa che mi ha colpito, qualcosa che un tempo forse avevo e che forse ora ho un po' perso, qualcosa che mi ha fornito una scintilla, come quando un quadrato incontra una sfera e si meraviglia di una terza dimensione. qualcosa che forse può essere prezioso, e utile, per fronteggiare la pingue immane frana che coviamo sotto i piedi.
ovvero: vai oltre l'apparenza delle cose, sii conscio che non esistono risposte assolute ma non smettere per questo di farti domande, non dare niente per scontato, osserva la realtà da prospettive sempre diverse e apriti ad esse, fai un passo indietro per osservare meglio la situazione, mettiti gli occhiali di chi hai di fronte prima di inforcare i tuoi.
e soprattutto, non porre mai limiti alla tua immaginazione. f

csxqp: rein - "occidente"

5 Commenti:

Blogger tabacchifc ha detto...

devo ammettere che pecco di ignoranza, perchè della filosofia non mi sono mai curato, un pò a causa di un personale disinteresse e un pò per colpa del percorso di studi, della "ragioneria" che ha tanto di concreto da non lasciare spazio alla metafisica, perchè anche se i numeri sono astratti ci sono regole, leggi, certezze... e anche l'università ne è stata avara, un poco di sociologia, molte dottrine, ma niente altro... nonostante ciò non mi sento in difetto, o meglio, credo di esser arrivato a conclusioni analoghe attraverso altri sentieri, il che è incoraggiante, perchè forse rivela come alle diverse discipline possa tutto sommato sottendere uno stesso indirizzo educativo, per quanto questo possa essere inafferrabile... y

p.s. cmq ci mancava solo "impossible is nothing" e poi le avevi scritte tutte :P
p.p.s. o forse dietro tutta questa storia "filosofica" nascondi il fatto che la vera ispirazione è stata proprio la pubblicità dell'Adidas? ...non pongo limiti alla mia immaginazione (e stupidità) :P

9:08 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

e così ora mi tocca interpretare la parte molto snob di quello che disserta di metafisica e non conosce gli spot dell'adidas! non ho in mente la pubblicità di cui parli, posso solo dire che forse effettivamente il finale del post era un po' roboante, ma non credevo certo peccasse così apertamente di banalità.
in realtà mi sono solo divertito a constatare che una domanda apparentemente idiota (ma profondamente complicata) come ad esempio "cos'è un tavolo?" può essere in grado di rivelare, non tanto nel contenuto della risposta (davvero poco afferrabile) quanto piuttosto nel procedimento per provare a darla, idee di genuino buonsenso. che poi si possa arrivare alle stesse conclusioni attraverso le sfide poste da una scarpa da ginnastica per me va bene (uno dei filosofi che ho citato nel post, diceva con molto buonsenso che tutto va bene, e che non esiste una via privilegiata per raggiungere la conoscenza), in fondo ciò che conta è solo che questo buonsenso, una volta individuato e appreso, venga messo in pratica. just do it insomma, per rimanere in tema. f

12:02 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

leggendo le tue parole mi è venuto in mente Magritte che dipingeva una pipa e apponeva la scritta “questa non è una pipa”… y

4:37 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

perché?
mi sfugge il motivo di questo collegamento! f

12:12 PM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

perchè ponevi la questione “cos'è un tavolo?”, che ha una risposta apparentemente scontata, come disegnando una pipa si ha un’immagine inequivocabile che non pone interrogativi, però se poi ci aggiungi “questa non è una pipa” allora tutto cambia, ti si indirizza ad avere una visione alternativa, ad analizzare un aspetto che non avevi considerato, rivelandoti una dimensione differente, perché spesso nulla è come appare, o quantomeno non sempre, o non necessariamente, e bisogna avere l'apertura mentale di guardare oltre... credo fosse questa l’associazione. y
“disegno di una pipa = questa non è una pipa = cos’è una pipa?”

1:58 PM

 

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