tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

sabato, agosto 18, 2012


quest'anno mi ero ripromesso di voltare pagina, di rompere con il passato, con l'abitudine di trascorrere l'estate in montagna, ad annoiarmi, o in giro per l'europa, in treno, e finalmente intraprendere uno di quei viaggi tanto sognati ma ahimè anche troppo spesso accantonati a causa della mia solita assodata irrazionale maledetta paura di volare...
dopo una lunga riflessione mi ero convinto che non prendere l'aereo significava precludersi una moltitudine di luoghi, paesaggi, esperienze, emozioni, amicizie e quindi, in un certo senso, significava non vivere... ho così dedotto che se non vivi allora è come se fossi morto, e quindi se il risultato è cmq morire tanto vale correre il rischio facendo qualcosa che ti può rendere felice*... bè, vi sembrerà una cazzata, un ragionamento complicato, che rasenta la follia, ma è proprio partendo da questo concetto che mi sono deciso di guardare seriamente, senza limiti, a dove sarei potuto andare in ferie...

nella certezza che, volente o nolente, avrei preso l'aereo, non avevo altro da fare che compiere un giro alla feltrinelli, scrutare le infinite possibilità offerte dal globo, spulciare qualche guida, e decidere, e così ho fatto. Appurato che l'estate è il periodo peggiore per andare in Nepal la scelta è diventata quasi scontata: Islanda. Un paese non troppo lontano, freddo, selvaggio, con una natura mozzafiato (e fauna femminile leggendaria)... il luogo giusto! erano i primi di luglio, dovevo sbrigarmi: dopo giorni e notti febbrili passate a confrontare itinerari, prezzi ed agenzie, dopo aver scelto il tour e dopo aver infine pagato, mi ero finalmente messo il cuore in pace, in attesa del fatidico giorno, quello del volo.

non nego di aver temuto/atteso qualche malanno/imprevisto/sciagura dell’ultimo momento, un giudizio divino contrario che mi impedisse il viaggio. non nego inoltre di aver ripetutamente cercato, presso amici e conoscenti, il conforto di qualche medicina, fosse un ansiolitico, uno psicofarmaco o un tranquillante. come non nego di aver avuto un supporto morale fino quasi all'imbarco, grazie a f, che mosso da compassione ha voluto accompagnarmi alla navetta. ma sta di fatto che alla fine quel dannato aereo verso Keflavik l'ho preso, da solo, cosciente, senza aiuti, e ora che dall'oblò vedo la brulla terra islandese, e il monitor segna cinque minuti all'atterraggio, mi viene da piangere, perché ce l'ho fatta, ci sono riuscito, sento l'ebrezza, l’adrenalina, l’emozione, ho vinto la paura, mi sono superato, e ora sono pronto, per vivere quest’avventura. y

csxqp: dimartino - "parto"

*o non voli e quindi non vivi pienamente, e ti accontenti di un’esistenza incompleta, o voli, e rischi, ma vivi la vita al massimo delle potenzialità.

3 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

beh ora raccontaci com'è andata :)

10:34 AM

 
Anonymous Anonimo ha detto...

Vogliamo il resto!!!!!!!!!

11:49 AM

 
Blogger tabacchifc ha detto...

quello che è stato ce l’ho ben impresso, ma trascriverlo mi risulta difficile, perché metterei in fila un’infinità di parole senza rendere minimamente l’esperienza che ho vissuto… anche le foto, nonostante la loro estrema bellezza, non riescono a rappresentare appieno le emozioni che quei giorni mi hanno regalato… tuttavia non ho potuto sottrarmi, qualcosa ho scritto, anche perché non vorrei che il tempo mi facesse dimenticare, perdere qualche dettaglio, e così a breve sarete accontentati! y

12:45 PM

 

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