tabacchi fc, ovvero tabacchi football club, ovvero tabacchi fancazzisti, ovvero un blog creato da quelli che si ritrovano la sera a giocare a calcetto nel parco tabacchi, quello spicchio di verde fra via tabacchi (appunto) e via giambologna, a Milano. Ovvero un contenitore per metterci tutto quello che ci passa per la testa...

domenica, gennaio 25, 2026

 


il mio barbiere di fiducia è un vero personaggio. quella del barbiere è in realtà la sua seconda carriera, lui nasce infatti come musicista, e nei ruggenti primi anni sessanta, ottenuto un ingaggio, è partito più o meno ventenne insieme alla sua big band (strumenti a fiato e spensierata esuberanza, e già alle spalle un discreto successo nella provincia di ferrara) per riempire di ritmo ed allegria italiana la movimentata vita notturna di amburgo. un sassofono, un clarinetto, una chitarra sono appesi alle pareti del suo negozio, a testimonianza di quel glorioso passato e di una passione per la musica che lo ha accompagnato fino ad oggi. in un angolo ci sono ancora un mixer e un microfono per quando ha voglia di improvvisare una jam session con la sua compagna (come dice lui, la sua ragazza: è molto più giovane, ed è una cantante). riempiono la parete sopra lo specchio, difronte alla sedia dove taglia i capelli, tantissime foto in bianco e nero di quel periodo: palchi, microfoni, musicisti e insegne di locali.
ha incontrato i beatles, che non ancora famosi hanno mosso i loro primi passi proprio da amburgo, e li ha conosciuti bene perché condividevano le stesse notti di follia e gli stessi palcoscenici. in un angolo del locale ha attaccato alcune foto di famiglia, e accanto a quelle del fratello e della sorella ci sono quelle di john, paul, george e ringo, sorridenti e con i capelli a caschetto. mi fa sempre ridere quando nei suoi racconti mi dice che è contento che quei quattro ragazzetti siano poi riusciti a ingranare anche loro, chi l'avrebbe mai detto.
mi piace molto ascoltarli, i suoi racconti, basta dargli un'imbeccata e lui non si tira certo indietro, e penso sempre che vorrei arrivare anch'io a ottant'anni così, con quell'energia schietta, divertita, e gioviale. l'altro giorno, durante la mia consueta tosata quadrimestrale, la forbice in mano, gli occhi allegri e brillanti persi nel ricordo, un piccolo sospiro davanti alle vecchie foto, ha detto beh, quei giorni lì non me li toglie davvero nessuno.
è una frase che in qualche modo mi ha fatto molta tenerezza, mi ha colpito e mi è sembrata magnifica, e insomma mi è piaciuta molto: non ci avevo mai pensato in questi termini, non con questa limpida e semplice lucidità almeno, e forse è una cosa che acquisterà un senso profondo quando sarò più vecchio (e il fatto che la apprezzi ora significa in effetti che sto inv.. vabbé lasciamo perdere) ma mi conforta e mi affascina questa idea che le cose fatte, le esperienze vissute, le sensazioni provate, le persone incontrate, le risate e gli abbracci, tutto ciò che insomma ha a che fare con quando siamo stati, e ci siamo sentiti, dei grandissimi, siano nostre per sempre. non i soldi, non gli oggetti, non il giudizio degli altri, ma i momenti, le situazioni e le interazioni, frammenti impalpabili conservati nella filigrana del ricordo ma allo stesso tempo potenti, che, non c'è santo, sono tuoi e di nessun altro e che alla resa dei conti saranno l'unica ricchezza che ha senso avere.
mi sono chiesto: ho anch'io quei giorni lì, che nessuno mi può togliere? si, ovvio, come tutti. però non voglio certo smettere di continuare a cercarli, inseguirli, collezionarli: chi ha detto che si può farlo solo da giovani? fra tante collezioni stupide che faccio questa è di sicuro l'unica importante! f

(so che vi aspettavate una canzone dei beatles e invece…)
csxqp: bruce springsteen - "glory days"

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