Ieri ero alla commemorazione. Non conoscevo nessuno, a parte Carlotta. Nella sua vita sono stato un battito di ciglia, durante il quale abbiamo condiviso pochi preziosi momenti: qualche lezione di yoga, due pizze, dei messaggi sul cellulare e una serata al Planetario. Questo è stato sufficiente per capirne la gioia, la curiosità, la forza, l’entusiasmo, lo splendore e la libertà che erano tutt’uno in lei. Non si poteva non esserne affascinati. Anche se negli anni non abbiamo più avuto modo di rivederci l’ho sempre immaginata felice a realizzare i suoi sogni, a cavalcare le onde in Brasile, a progettare ristrutturazioni audaci, su un campo di rugby a placcare un’avversaria, o a fare serata con gli amici su un marciapiede di Milano. In testa avevo l’idea che prima o poi l’avrei invitata ad una pedalata in bicicletta, ad una camminata in montagna, o ad un’altra conferenza sotto le stelle. Per quanto poco l’abbia frequentata per me è una ragazza speciale, e tale rimarrà (non riesco ad usare il passato, ancora non lo accetto). Questo è quello che avrei voluto dire a sua madre, ma le lacrime non me l’hanno permesso. La ringrazio per come nella sua enorme compostezza, pur non conoscendomi, mi abbia offerto una spalla su cui sfogarmi, nel momento in cui le parole non riuscivano ad uscire, e più che parlare singhiozzavo cercando di dare un senso alla mia presenza lì. Cara Chiara non vi conosco ma osservandovi ho percepito una famiglia stupenda, accogliente e fiera. Del tuo invito a contattarvi e incontrarci ne ho fatto tesoro, e non ne verrò meno.
Oggi è una giornata in cui nulla sembra darmi sollievo, non riesco a capacitarmi di quanto successo, non c'è cosa che mi tolga quel magone dal petto. Non ho voglia di fare nulla, starei a letto tutto il giorno, ma ho degli impegni che richiedono la mia presenza, in primis il pranzo con i miei, dove mi toccherà fingere che vada tutto bene, per non aggiungere un ulteriore carico alle loro preoccupazioni. Mi forzo di continuare con la mia routine, fatta di piccole gesti, magari con una consapevolezza diversa, facendo una volta di più i conti con la caducità della vita, e l'importanza dei rapporti umani. Accendo il cellulare, in queste ultime ventiquattro ore l'ho abbandonato, è diventato inutile, superfluo, una distrazione non necessaria. Istintivamente, come per effetto di un automatismo consolidato, premo l'icona delle email, aggiorno, aspetto che il server scarichi i documenti, decine di notifiche, pubblicità, offerte, avvisi, spazzatura insomma, niente per cui valga la pena perdere tempo, almeno oggi. Ma un mittente attira la mia attenzione, Team26, l'account ufficiale delle olimpiadi che si occupa dei volontari, dalla formazione alle iniziative commerciali. Mi aspetto che come in passato, nonostante non sia stato selezionato, mi invitino a fare dei corsi, o a beneficiare dell'acquisto di biglietti ad un prezzo calmierato per noi che abbiamo dimostrato tanta passione e interesse. Niente di tutto questo, l'oggetto è chiaro, "Evviva! Hai ricevuto un ruolo...". Scorro veloce le parole, saltando direttamente a quelle in grassetto. Leggo che la mia candidatura è stata accettata, che devo dare conferma entro tre giorni, e poi potrò essere anch'io parte di questo evento unico e irripetibile. Non c'è felicità, emozione, giubilo. Non oggi. Sono spiazzato, e d'istinto cerco un motivo che mi faccia desistere: mancano meno di due settimane e non sono preparato, ho degli impegni da rispettare, il concerto dei Sick Tamburo in programma, e le ferie da chiedere. Mi interrogo su dove sarò destinato, l'orario dei turni, la formazione aggiuntiva da fare, la parte burocratica che mi aspetta. Non ho energie, ne entusiasmo. Cerco in tutti i modi di boicottarmi, di trovare una scusa, un appiglio, che giustifichi la mia rinuncia, per privarmi anche di questa gioia. Ma poi penso a quanto successo in questi giorni, realizzo che l'email è arrivata ieri, sabato, all'ora in cui sono iniziate le esequie. E' una coincidenza che mi sorprende, mi fa riflettere. E' un segnale inequivocabile, e in un attimo decido. Abbandono ogni esitazione e perplessità. Ci sarò, io che ne ho la possibilità devo farlo, nonostante le tante incertezze e dubbi, in qualche modo si aggiusterà tutto, o inventerò qualche soluzione che vada bene per conciliare tutto. Parteciperò anche per lei, che non può più. La ragazza che conosco io era piena di entusiasmo, passioni, interessi, e avrebbe colto questa occasione decisa, con slancio e allegria, con la leggerezza che adesso a me invece manca. Tornerà, quando sarà necessario, e allora sarà bello gioire, ricordando anche chi non c’è più. y
csxqp: jeff buckley - "hallelujah"

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